Bhakti è una parola molto usata in India e indica la Pura Devozione. In tutte le correnti mistiche ci sono i puri devoti e non c’è religione che non li custodisca preziosamente. Essi rappresentano il Puro Cuore, il tesoro più prezioso di ogni spiritualità.

La Devozione è qualcosa che si percepisce, ma che difficilmente si può descrivere. Infatti essa va oltre la Ragione, a volte la ignora completamente e la deride. Non a caso certi mistici vengono definiti anche “i pazzi di Dio”.

Il nostro ego è molto sofisticato e può “ragionare” e convincere molto astutamente la Ragione in molte situazioni. Paramhansa Yogananda nella”Autobiografia di uno Yogi” mette sé stesso molto spesso alla prova per timore di essere manipolato dall’ego e allora prega Dio intensamente di dargli la verifica di certe visioni ed intuizioni ricevute.

Ma il “Cuore”, se è puro non sbaglia mai. La Ragione può ancora essere impigliata nella confusione della dualità, ma il puro devoto brilla della sua essenza, nell’incontro con il Puro Essere SAT, o Padre Celeste. Nessuno può comandare al Puro Cuore, nessuno lo può far ragionare, perché egli è, e nessuno può controllare il Puro Essere.

Da questa breve introduzione comprendiamo quanto importante sia la Bhakti e quanto importante sia coltivarla, farla crescere senza che venga contaminata dalla emotività, superbia ed illusione. La Pura Devozione è il Cuore dell’Amore Divino e quindi raggiungerla è lo scopo fondamentale della nostra esistenza. Fonderci nel fuoco ardente della Passione Divina, perdere i limiti della nostra piccola coscienza, queste sono tutte simbologie usate dai grandi mistici, che hanno percorso questo sentiero fino in fondo, pagando spesso con la propria vita le proprie certezze interiori.

Tratto da uno scritto di Swami Nirvanananda

www.nirvanananda.it 

 

Swami Nirvanananda in una foto di  Christine Ventura Goff Knoblauch

 

 

 

 

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